Una delle pratiche più utilizzate da liberi professionisti e attività locali per pubblicizzare la propria attività è promuovere un post su Facebook dalla propria Pagina.

Molto spesso è Facebook stesso a suggerire ai gestori delle Pagine di promuovere i propri post attraverso campagne sponsorizzate che con pochi euro promettono di raggiungere migliaia di persone.

Promuovere un post su Facebook: cosa è meglio non fare

Non è tutto oro quello che luccica, però.

Anche un’operazione apparentemente semplice come promuovere un post può essere ottimizzata per ottenere risultati migliori.

Ecco qualche consiglio per promuovere un post su Facebook cercando di gestire meglio il proprio budget.

 

1. Non utilizzare il pulsante “Metti in evidenza il post”

Ma come, è Facebook stesso a dirmelo. Perché non dovrei utilizzare quel pulsante? Investendo pochi euro posso raggiungere migliaia di persone!

La risposta è semplice: utilizzando il pulsante Metti in evidenza il post creerete quello che si chiama un “boost post”, un post “accelerato”.

Utilizzando questo meccanismo potrete accedere a una versione molto limitata dei sistemi di targeting pubblicitario di Facebook.

Il nostro consiglio è quello di utilizzare lo strumento di Gestione Inserzioni per tutte le campagne pubblicitarie.

Grazie a questo strumento, infatti, avrete a disposizione una panoramica molto più ampia di criteri di targeting per la promozione del vostro post..

Inoltre, promuovendo il post da questo strumento avrete a disposizione una panoramica completa di tutte le opportunità offerte al sistema di Advertising di Facebook. Attraverso Gestione Inserzioni potete infatti creare diverse tipologie di inserzioni partendo dalla scelta dell’obiettivo di marketing della vostra campagna Facebook.


2. Non utilizzare scritte sulle immagini

Il secondo consiglio è quello di non utilizzare scritte all’interno delle immagini.

Come riporta la guida ufficiale: “Il testo presente nell’immagine di un’inserzione comprende il testo sovrapposto a una foto o a un’illustrazione, logo di tipo testuale o watermark usati nell’immagine di un’inserzione.”

Fino a poco tempo fa il sistema di Advertising di Facebook bloccava tutte le inserzioni con immagini che contenevano testo per una quota superiore del 20% dell’area visibile.

Oggi questa regola è scomparsa ma Facebook penalizza tutti quei post con immagini ricche di testo riducendone la copertura, ovvero il numero di singoli utenti raggiunti attraverso la promozione di un post.

Anche qui ci viene in soccorso la guida ufficiale:

Facebook preferisce immagini delle inserzioni con poco o senza testo, in quanto le immagini con molto testo potrebbero creare un’esperienza di bassa qualità per le persone su Facebook.

Se avete del testo nelle vostre immagini vi suggeriamo di utilizzare lo strumento per la verifica del testo nelle immagini.

Questo testo vi dirà una stima del peso del testo nella vostra immagine.


3. Non valutare i dati assoluti ma quelli relativi

Spesso si tende a misurare il successo di un post sponsorizzato in base al numero di Mi Piace o di interazioni ottenute in termini assoluti.

Tuttavia, il dato rilevante è quello relativo.

Un post che ha ottenunto dieci Mi Piace potrebbe aver avuto maggior successo di un post con 100 interazioni.

Quello che dovremmo imparare a misurare è ciò che in gergo tecnico definiamo Engagement Rate, ovvero il valore delle interazioni messo in relazione al numero delle persone raggiunte.

L’engagement rate è dato dal rapporto tra il numero di interazioni e le persone che hanno visto quel determinato post.

Tanto più alto sarà il valore percentuale dell’engagement rate tanto maggiore il successo ottenuto dal tuo post.

Un post con un valore elevato di interazione rispetto alle visualizzazioni indica una maggiore precisione nella scelta del target: hai fatto vedere il post giusto alle persone giuste!